Maria Giovanna Maglie – AMERICA FATTA A MAGLIE – TRUMP INARRESTABILE: TELEFONA A TAIWAN, LANCIA FARAGE, INCONTRA AL GORE, E’ SOLO L’INIZIO

La telefonata con Taiwan, il viaggio a Indianapolis , la volata a Nigel Farage,  l’incontro con Al Gore,  non sono che l’inizio, allacciate le cinture. Di qui al 20 gennaio, sentiti lamenti, allarmi di crisi imminente, diffusi sconcerti su maleducazioni diplomatiche, ne sentiremo a decine, ma Trump is Trump, e se in quanto Trump è diventato presidente degli Stati Uniti d’America, da Trump continuerà a comportarsi per fare il presidente degli Stati Uniti d’America. Per le lamentazioni accomodarsi nell’apposito recinto.

donald trump mike penceDONALD TRUMP MIKE PENCE

Il presidente eletto tratta la politica estera in modo completamente eterodosso, tratta il partito repubblicano in modo completamente diverso, tratta il gruppo di famiglia e i collaboratori più stretti in modo completamente spregiudicato, il tutto  senza timore di pestare i piedi o usurpare i ruoli di nessuno. Prepararsi a fuochi d’artificio con l’Unione Europea.

Prendiamo la vicenda della telefonata a Taiwan, Paese al quale per dirne una Obama vende due miliardi di dollari di armi l’anno ma col quale un presidente non si parla da trentasei anni per non infastidire la Cina unica. Questo problema non tocca Donald Trump che rompe la tradizione senza neanche aspettare la fine della fase di transizione come d’abitudine, ovvero quella regola non scritta, che Barack Obama ha mestamente ricordato ieri, che vuole che ci sia un solo presidente alla volta. No, Donald Trump entra nel piatto con tutti e due i suoi piedi.

XI JINPING E IL PRESIDENTE TAIWANESE MA YING JEOUXI JINPING E IL PRESIDENTE TAIWANESE MA YING JEOU

 Accetta una telefonata certamente non casuale dal presidente di Taiwan e quando cominciano le polemiche a mezzo stampa insufflate da Pechino e dal Dipartimento di Stato in carica, lui che fa, un bel tweet: “interessante come gli Stati Uniti vendono miliardi di dollari a Taiwan in forniture militari ma io non dovrei accettare una telefonata di congratulazioni”. 140 caratteri per renderli tutti irrilevanti, quali ormai sono, e non solo negli Stati Uniti.

Trump e il suo vice Mike Pence se ne vanno in Indiana, Stato di cui il vicepresidente era senatore, e bloccano un trasferimento di azienda al Messico, ovvero convincono la fabbrica di condizionatori Carrier a mantenere 1000 posti di lavoro. Per farlo promettono naturalmente milioni di dollari in incentivi, confermano che la nuova Amministrazione abbasserà drasticamente le tasse alle imprese, minacciano ritorsioni sulle forniture militari alla casa madre, e l’accordo è fatto durante la transizione.

carrier a indianapolisCARRIER A INDIANAPOLIS

 Non è finita qui perché Donald Trump siccome fa a modo suo, e come gli pare intende fare esattamente come ha vinto, prepara un altro tweet dedicato ai cugini inglesi e destinato a urticare. “A tanta gente piacerebbe vedere Nigel Farage rappresentare la Gran Bretagna come suo ambasciatore, farebbe un grande lavoro”’

Inutile sottolineare che un ambasciatore a Washington già c’è, e che l’idea di una intromissione  del futuro presidente  fa inorridire  le sensibilità della vecchia Londra, ma questo non ferma il presidente eletto Donald Trump. Qualcuno lo capisce, altri no, ma le sacre regole contano ogni giorno di meno e come spiega in due parole Ari Fleischer che fu stretto collaboratore di W Bush  e che ora è nel numero infinito di candidati a segretario di Stato, “Donald Trump è stato eletto per cambiare il modo in cui andavano le cose. A me piace e mi diverto a vedere come le fa”.

donald trump nigel farageDONALD TRUMP NIGEL FARAGE

Ne fa di tutti i colori, come ricevere l’ormai molto invecchiato e imbolsito Al Gore, che fu vicepresidente di successo con Bill Clinton, perse malamente con Bush e si è trasformato negli anni in un paladino abbastanza fanatico del movimento ecologico e verde. Ora in questi giorni la candidata del Partito Verde, Jill Stein, guida la crociata per ricontare i voti in tre Stati, che è un modo come un altro per rompere le scatole durante la transizione, infatti lo fa con i soldi di democratici irriducibili capitanati da George Soros.

Che ti fa allora Donald Trump? Riceve il Verde in capo, anche se un po’ spennacchiato, ci parla a lungo, gli fa improbabili, o probabili, chi può dirlo, promesse sugli accordi per il clima e la protezione dell’ambiente, e a portargli il democratico su un piatto d’argento, e’ la figlia Ivanka, a testimonianza del secondo grande timore che agita le scrivanie del Dipartimento di Stato.

farage trumpFARAGE TRUMP

È vero che figli e genero faranno gli ambasciatori ad personam e che in questo modo riusciranno a ingannare le sacre regole che separano gli affari della politica estera, regole per altro già abbondantemente saccheggiate senza tanti pretesti da Hillary Clinton ? Certo, Ivanka e’ dappertutto, dall’incontro con il primo ministro giapponese ad altri più riservati con personaggi importanti inviati da Putin, senza contare il rapporto privilegiato che il genero Jared Kushner ha sempre avuto con Israele, e che ora i media di tutto il mondo hanno improvvisamente scoperto.

Non si fa, strillano a Foggy Bottom e politico.com riporta subito, qualcuno ricordi a Trump che ci sono mille dipendenti addetti alla politica estera americana. Ma il presidente eletto non ne ha convocato ancora nemmeno uno.

al gore pharrell williams
AL GORE PHARRELL WILLIAMS

D’altra parte è proprio quella del segretario di Stato la casella ancora da riempire mentre l’elenco dei candidati si allunga ogni giorno, e il presidente non sembra intenzionato a riempirla in fretta. Più in generale Donald Trump si è preoccupato di completare quasi del tutto al più presto la parte governativa legata alla sua Amministrazione, e prende più tempo per le nomine del cosiddetto cabinet.

Infine lo stato del partito repubblicano, che a sentire alcuni suoi esponenti e quasi tutti i media fino all’elezione, o non stava con Trump o si sarebbe comunque ribellato. Invece ora stanno tutti in fila a elemosinare un posto, a chiedere di mantenere quello che hanno, a pregare perché stanno per essere fatti fuori. Ma questo merita un altro articolo, la transizione è solo a metà.

Gli Obamas scendono dall Air Force OneGLI OBAMAS SCENDONO DALL AIR FORCE ONE

TRUMP ANNULLA NUOVO AIR FORCE ONE, ‘COSTA TROPPO’

 (ANSA) – “Boeing sta costruendo un nuovo 747 Air Force One per i futuri presidenti (degli Stati Uniti, ndr), ma i costi sono fuori controllo, oltre 4 miliardi di dollari. Cancellare l’ordine!”: e’ l’ultimo tweet dal presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, che ormai usa il social network per le sue proposte e le critiche.

TRUMP: A NY INCONTRO CON KISSINGER, SI MEDIA SULLA CINA

OBAMA AIR FORCE ONE CUBA
OBAMA AIR FORCE ONE CUBA

 (ANSA) – Nelle prossime ore Donald Trump incontrera’ a New York l’ex segretario di stato Henry Kissinger. Lo riportano in media. L’ex numero uno della diplomazia americana durante le amministrazioni di Richard Nixon e Gerald Ford e’ di ritorno da Pechino e venerdi’ scorso ha incontrato anche il presidente cinese Xi Jinping, proprio nelle ore in cui scoppiava la polemica sulla telefonata di Trump alla presidente di Taiwan.

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