Maria Giovanna Maglie – AMERICA FATTA A MAGLIE – AMERICA FATTA A MAGLIE – BOOM TRUMPIANO: LA BORSA DI NEW YORK VOLA OLTRE 20.000 PUNTI

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Il tweet arriva alle 3:37 del mattino, si dorme poco dalle parti della Casa Bianca, e dice:”big day domani sulla sicurezza nazionale, tutto pianificato, e tra le molte altre cose noi costruiremo il muro!”

WALL STREET BORSA NEW YORK STOCK EXCHANGE
WALL STREET BORSA NEW YORK STOCK EXCHANGE

 Big day, ovvero inutile continuare a stupirsi e scandalizzarsi, perché Donald J Trump presidente fa esattamente quello che ha promesso in campagna elettorale, e lo fa rapidamente, e lo fa mentre il Dow Jones supera il record storico di 20.000 punti, mai raggiunto prima, un’ascesa continua dall’elezione del 45esimo presidente, “Il Pagliaccio”;

 lo fa mentre il 65% degli americani riflette ancora sul suo discorso di insediamento di venerdì scorso e dice che lo trova un discorso buono, molto buono, per il 49% eccellente; lo fa mentre i boss delle automobili si fanno fotografare sorridenti intorno a lui e rilasciano dichiarazioni entusiastiche sul futuro delle aziende che stanno tornando negli Stati Uniti, e allora forse non è solo un capestro protezionista, non è un obbligo odioso, ci guadagnano, no?

Partiamo proprio dalle macchine, che ho ancora fresco il ricordo degli sbaciucchiamenti tra Marchionne e Barack Obama, anche se Marchionne ha precisato che lui sempre governativo e’. Allora, Toyota ha dichiarato che investirà negli stabilimenti americani 10 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni, altrettanto entusiasmo ha dichiarato la Ford, e quindi se l’industria dell’automobile segue Trump e ne è contenta, i propagatori di notizie desolate sul business e sul mercato costretti dal diktat politico ci devono dare qualche spiegazione in più.

donald trump e il progetto del muro con il messico
DONALD TRUMP E IL PROGETTO DEL MURO CON IL MESSICO

Veniamo al famoso muro di separazione con la frontiera messicana, decisione strettamente legata a quella di bloccare l’immigrazione da un numero preciso di Paesi islamici che esportano terroristi, e all’altra del programma di accoglienza troppo generoso, elastico e privo di controlli per i rifugiati, che verra’ fermato. Per almeno quattro mesi.

 Premessa inutile per chiunque sia stato almeno una volta alla frontiera col Messico sia in California che in Texas: il muro al confine col Messico c’è, era necessario costruire una forma di frontiera un po’ più facile da controllare e lo decise la presidenza Clinton nel 1994 che ne fece costruire una parte; poi nel 2006 W Bush ando’ avanti approvando il Secure fence act, e, giusto per la cronaca, 25 senatori democratici approvarono quel tipo di frontiera rinforzata da muro, e tra costoro brillano Hillary Rodham Clinton and Barack Obama.

 TRUMP - UN MURO PER IL MESSICO
TRUMP – UN MURO PER IL MESSICO

 Il muro proseguirà fino a non avere alcun buco e sarà rafforzato a quanto pare da 5-6000 agenti di polizia di frontiera in più. È un costo molto alto, si parla addirittura di 10 miliardi di dollari, ed è montata una gran polemica in campagna elettorale su chi dovesse pagare, Trump e’ deciso a farlo pagare ai messicani, i messicani indignati  hanno montato una gran propaganda come se muro non ci fosse mai stato e ora il passaggio sia del tipo “prego si accomodi”.

 Invece non è così, alla frontiera col Messico gli indocumentados  muoiono e quando non muoiono e riescono a entrare hanno pagato cifre pazzesche ai Coyotes che organizzano il passaggio, ad agenti di polizia di frontiera corrotti messicani. Si parla di un giro d’affari di miliardi di dollari, incrementato dal narcotraffico, in mezzo passa veramente di tutto, dei poveri cristi in cerca di fortuna, dagli stagionali che vanno a lavorare nelle farm della California,  delinquenti incalliti e terroristi a manovalanza per il crimine nel Paese di approdo. Una storia nota anche qui, no?

 Il costo del Muro farà parte di una difficile trattativa col presidente messicano, preoccupato più di salvaguardare alcune parti del Nafta, l’accordo di libero commercio con Canada e Messico pure voluto da Bill Clinton e che Trump intende modificare drasticamente a favore degli Stati Uniti oppure stracciare. Pena Nieto dovrebbe arrivare verso fine settimana a Washington, ma non è confermato dalla Casa Bianca il viaggio, non ancora, e c’è da fare gli auguri al presidente messicano quando si troverà a trattare con uno che si è messo a firmare executive orders come se piovesse.

bill clinton hillary e donald trump
BILL CLINTON HILLARY E DONALD TRUMP

Il blocco degli  ingressi da Paesi islamici sarà esattamente come Trump lo aveva annunciato in campagna elettorale, ovvero Iran, Iraq, Yemen, Siria, Somalia, Sudan e Libia, una edizione allargata dei rogue States, gli Stati canaglia di Bush.

Il blocco totale di ingresso da questi Paesi sia pur temporaneo mentre si predispongono controlli più rigidi ed efficaci, si accompagna a uno screening assai più severo di permessi di soggiorno per tutti, ai nuovi test sui candidati alla permanenza negli Stati Uniti, a chiusura dei programmi di accoglienza per i rifugiati. Ora la quota è sui 110.000 ma ha sforato anche parecchio, Trump si fermerebbe a 50.000 in tutto. Spiegano gli esperti che e’ nei poteri del presidente di farlo senza il permesso e l’autorizzazione di nessuno, né Congresso né tantomeno giudici.

TRUMP PENA NIETO
TRUMP PENA NIETO

La notizia e’ ancora riservata, ma a quanto pare Trump all’una e trenta le nostre 7:30 della sera, sarà al Dipartimento della sicurezza nazionale e farà l’annuncio da lì. Sono stati invitati segretamente parenti di persone uccise da migranti illegali negli Stati Uniti, sempre per la serie “faccio quello che ho promesso e quello che gli americani mi hanno chiesto”.

L’ultimo tweet del Presidente annuncia per la prossima settimana la nomina del giudice della Corte Suprema che manca dopo la morte di Antonin Scalia, e due tweet di fuoco appena precedenti annunciano ufficialmente che tra un po’ chiederà una grande indagine su possibili frodi del voto, nel senso che, con sprezzo del pericolo, Trump sostiene che in due Stati hanno votato illegalmente persone che non avevano diritto a registrarsi al voto perché morti, e annuncia anche che cambierà alcune procedure di voto nel senso che renderà più gli elenchi piu’ rigidi e controllabili se i risultati gli daranno ragione.

antonin scalia alla commissione giustizia del senato 2011
ANTONIN SCALIA ALLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO 2011

La verità? Nonostante il voto elettorale lo abbia eletto in modo completamente legittimo e legale, a Donald Trump quella differenza di voto popolare così elevata, 3 milioni di voti in più a Hillary Clinton, non è mai andata giù. Il presidente del Popolo non ci crede.

ENRIQUE PENA NIETO
ENRIQUE PENA NIETO

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