Maria Giovanna Maglie – AMERICA FATTA A MAGLIE – TRUMP ALLA NATO: ‘NON VOGLIO SAPERE QUANTO SIA COSTATO QUESTO POSTO…’

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

donald trump a bruxelles al meeting nato
DONALD TRUMP A BRUXELLES AL MEETING NATO

La battuta è di quelle destinate a suscitare lo sdegno degli odiatori rosiconi professionisti di Donald Trump, ma è obiettivamente felice. Così comincia il discorso nella nuova sede della Nato: “non voglio sapere quanto sia costato questo posto, ma è bellissimo”. Poi e naturalmente attacca subito sulla perenne emergenza del terrorismo: i terroristi sono solo ‘losers’, perdenti, o meglio destinati a perdere, dunque la Nato del presente e del futuro va rimodellata perché deve dare battaglia al terrorismo, occuparsi dell’immigrazione e poi delle minacce della Russia.

donald trump a bruxelles al meeting nato
DONALD TRUMP A BRUXELLES AL MEETING NATO

Già qui è chiaro che accordo non ce n’è, perché con l’eccezione dell’Inghilterra della May, intenzione di dar battaglia contro il terrorismo, intenzione di occuparsi seriamente dell’immigrazione non ce n’è davvero, piuttosto un velleitarismo anti putiniano diffuso del quale si era già fatto testimone e protagonista il polacco Donald Tusk.

donald trump emmanuel macron
DONALD TRUMP EMMANUEL MACRON

Trump torna anche a chiedere i soldi, a battere cassa: i membri Nato devono contribuire nel modo giusto e con la quota giusta rispettando gli obblighi finanziari, dice il presidente statunitense. 23 dei 28 membri Nato ancora non pagano quanto dovrebbero pagare, eppure quel 2% che quasi nessuno paga del pil non è sufficiente di fronte all’aumento dei costi e alle minacce globali, insiste Trump.

donald trump emmanuel macron
DONALD TRUMP EMMANUEL MACRON

Vale la pena di ricordare che la cifra non l’ha inventata questo presidente, e nell’atto costitutivo dell’alleanza, e già Bush junior e poi Obama si lamentavano che buona parte dei paesi fossero dei viaggiatori abusivi che avevano anche da criticare.

 Trump cerca anche punti di contatto con l’Europa, e li trova sul terrorismo e la lotta all’Isis. Sottolinea le cose positive che si possono dire della NATO, ovvero che l’Alleanza è stata uno strumento “di pace e sicurezza”, non entra nel merito dell’articolo 5 del trattato, che prevede l’intervento dell’Alleanza in favore degli stati membri vittime di aggressioni esterne.

donald trump emmanuel macron
DONALD TRUMP EMMANUEL MACRON

Rimangono intatte le vistose divergenze fra Washington e Bruxelles: sulla Russia, sul commercio e sul clima. Differenze sottolineate poco prima dal presidente del Consiglio Europeo. Sulla Russia non abbiamo una visione comune con il presidente Usa, aveva dichiarato Tusk. Poi c’è la solita solfa sul clima e sull’accordo di Parigi.

Trump eviti decisioni precipitose su clima, avverte il presidente francese Macron che poi smorza i toni e dice di avere avuto uno “scambio diretto e franco” con Trump, caratterizzato dal “pragmatismo” nonostante su alcune questioni non ci sia “la stessa lettura”, ma c’è invece “la volontà di rafforzare la nostra partnership e cooperazione nella lotta contro il terrorismo”. Diciamoci la verità, era più chiaro e sembrava più utile ai partecipanti il vertice di Ryad.

donald trump emmanuel macron
DONALD TRUMP EMMANUEL MACRON

La stretta di mano tra Donald Trump e Emmanuel Macron è di quelle da ricordare, tipo facciamo a chi ce l’ha più duro. Pare che nell’immaginario dei cronisti abbia già preso il posto delle altre due mani, quelle di Donald e Melania che si sono finalmente incontrate, anzi intrecciate, per la gioia di tutti noi, durante la visita alla Cappella Sistina.

Sempre per i cultori di quisquilie e pinzillacchere, Bergoglio ha chiesto a Melania Trump se dà da mangiare al marito potizza, o più propriamente potica, che non è la pizza, ma un dolce sloveno tipico a Pasqua e a Natale, pieno di uva passa, miele mandorle e noci.

donald trump emmanuel macron
DONALD TRUMP EMMANUEL MACRON

Siccome è una bomba calorica, tutti hanno pensato a una allusione non raffinata di Bergoglio allo stomaco del presidente degli Stati Uniti leggermente prominente, ma in realtà è una frase che il papà dice sempre quando incontra uno sloveno, perché il dolce si mangia a casa di sua nipote che è sposata con un argentino di origine slovena.

Forse la vera trappola era nel porre la domanda in italiano, per vedere se corrisponda a verità l’informazione secondo la quale Melania Trump parla correntemente 5 lingue, tra le quali l’italiano. Esame superato. Fine del siparietto.

Più serio lo scambio di battute al vetriolo con la Merkel sui soldi che la signora e non solo la signora deve alla NATO, e che dovrebbe versare prima di aprire bocca.

Ma sugli incontri europei e sulla vigilia del G7, arriva pesante l’allarme inglese sul terrorismo.

emmanuel macron con melania e donald trump
EMMANUEL MACRON CON MELANIA E DONALD TRUMP

Alla fine l’Inghilterra con le sue proteste sacrosante sui dettagli dell’attentato delle investigazioni nell’attentato di Manchester incredibilmente pubblicati su giornali americani, aiuterà Donald Trump, perché rivela che razza di disgustoso colabrodo siano diventate le agenzie americane, come ormai FBI and CIA e NSA conversino amabilmente su particolari riservati con Washington Post o con il New York Times o con CNN.

 Come mai i servizi americani siano ridotti a questo modo, tradendo non solo il dovere nazionale alla segretezza ma anche quello dei rapporti’ con le nazioni alleate, e’ forse cosa che sarebbe più utile chiedere al predecessore di Donald Trump, tanto più che Barack Obama è in giro per l’Europa trionfalmente, e quando non fa lezioni di sommelier, ne tiene a Berlino accanto alla Merkel spiegando che non si può vivere dietro un muro.

donald trump con il papa
DONALD TRUMP CON IL PAPA

Trump ha già dichiarato che ci saranno serie investigazione sui leaks , le soffiate sulle informazioni relative a Manchester. Theresa May che probabilmente si fermerà solo mezza giornata a Taormina, ma che oggi era a Bruxelles proprio per parlare di lotta al terrorismo, perché il livello di allarme inglese e’ ancora altissimo, ha dovuto dichiarare ufficialmente che il problema esiste, che sono state chiuse le comunicazioni tra servizi inglesi servizi americani per il momento, e che deve parlarne col presidente americano.

donald trump con il papa
DONALD TRUMP CON IL PAPA

Il quale non ha mancato di far osservare che questo comportamento dura ormai da parecchio tempo e che la sua Amministrazione lo risolverà. Diciamo che sono argomenti che tolgono spazio e ulteriore credibilità ai vari Comey, ma anche a quelli che si sono strappati le vesti per delle presunte indiscrezioni di Trump su informazioni venute da Israele durante un incontro col ministro degli esteri russo.

Le spiate sono altrove. sono nel fatto che il New York Times aveva foto sulla scena del crimine nell’Arena di Manchester scattate dalla polizia inglese, che avevano col Washington Post le generalità dell’attentatore prima che venissero rese note, e così via e ti saluto l’accordo dei five eyes, i 5 occhi, composti con gli Stati Uniti, dal Canada e Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda.

IVANKA E MELANIA TRUMP CON PAPA BERGOGLIO
IVANKA E MELANIA TRUMP CON PAPA BERGOGLIO

MELANIA TRUMP E PAPA BERGOGLIO
MELANIA TRUMP E PAPA BERGOGLIO

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